1+1=1
Non ho letto il rapporto Censis sulle morti bianche ma leggo tutti i giorni di almeno un lavoratore morto sul lavoro.Le dichiarazioni di Castelli mi sembrano non solo prive di fondamento, ma preoccupanti, reazionarie, visionarie. La subdola manovra è quella di distinguere due categorie di lavoratori: da una parte gli operai che entrano di diritto nella classifica del Censis; dall’altra gli agricoltori e gli edili che, chissà per quale motivo, non dovrebbero essere inseriti. Il tutto per arrivare a una semplice conclusione: non criminalizzare gli “imprenditori italiani”. Ma non è forse imprenditore chi ha una piccola impresa edile? O chi acquista il lavoro (magari in nero) di un lavoratore della terra?
Ok Castelli siamo d’accordo con te. Facciamo un’operazione verità. Dichiara una volta per tutte che non conosci l’aritmetica. o meglio.. diciamo una volta per tutte che sei un cretino!!!!!
August 7th, 2008 at 6:07 pm
“Se estrapoliamo gli incidenti che avvengono in agricoltura e in edilizia, vedremo che in Italia la sicurezza delle aziende manifatturiere è ai migliori livelli europei”. I calcoli che Castelli propone sono alquanto insensati. A questo punto, stupidaggine per stupidaggine, indegnità per indegnità, non faceva prima a dire che in Italia le morti bianche non esistono? (…)
http://noirpink.blogspot.com/2008/08/attualit-morti-bianche-ma-quando-mai.html
August 12th, 2008 at 12:33 pm
Non avete proprio un c… da fare? Non basta parlare e dire tutto ciò che viene in mente, lamentarsi e basta di tutto e di tutti senza proporre un fico! Una persona ormai morta, forse un po’ troppo mitizzata, disse una cosa correttissima (cito a memoria): “… non chidete cosa l’America può fare per voi, ma domandatevi cosa voi potete fare per l’America …”. Grande!
Io oggi direi, più semplicemente: inizate tutti a fare il vostro dovere, riprendetivi l’etica che vi dovrebbe appartenere sempre e la moralità che dovrebbe essere cucita su di voi. Lavorate per risolvere i problemi e rendete più facile (o più difficile) il lavoro dei governanti, di qualsiasi colore, pensiero e orientamento siano. Se non iniziamo tutti noi italiani, dalle piccole alle grandi cose, a rispettare la nostra terra, i nostri valori, tradizioni, l’economia e più semplicemente gli altri, non arriveremo mai a niente e lasceremo libero sfogo a chiunque abbia un minimo di potere. Invece di parlare e lamentarsi, operate, fate, agite! Non parlate solo di sacrosanti diritti ma anche di indispensabili DOVERI!
August 14th, 2008 at 11:28 am
@ naufrago
in quanto essere umano esprimo i miei pensieri, esponendomi giustamente anche a critiche (così come anche i nostri governanti, di qualsiasi colore essi siano)
in quanto cittadino faccio quanto credo sia giusto fare per dare una mano al nostro paese. comincio dal non usare toni crudi e irrispettosi nei confronti di chi la pensa diversamente da me, continuo facendo attenzione all’ambiente che mi circonda, finisco dando un notevole contributo in termini di tasse.
Il mio primo dovere? essere coerente con me stessa, svegliarmi la mattina, guardarmi allo specchio e essere soddisfatta di quello che vedo.
e forse naufrago ti manca un piccolo tassello. i blog servono anche a dare libero sfogo ai propri pensieri. e questi si chiamano DIRITTI.
August 19th, 2008 at 4:53 pm
OK. Posso capire cosa intendi. In quello che scrivi, però, si nota una certa discrasia. E poi ti contraddici da sola. Aggiungo che non sono stato in grado di spegarmi o forse più semplicemente non sei d’accordo, poiché termini il tuo intervento con la parola DIRITTI. E’ proprio questo il punto. Questa ossessiva esaltazione dei diritti ha portato a deviare quanto di bello c’è nel concetto stesso di “diritto”. Se si spostasse il punto di vista, ovvero sull’esaltazione del “dovere” prendendo come guida il dover sempre rispettare il prossimo (concetto “padre” del cristianesimo), ci si renderebbe conto di quanto i nostri diritti sarebbero più facili da tutelare. mi spingo fino al punto di scrivere che “più rispetto e senso del dovere portano automaticamente a maggiore tutela dei propri diritti. tutto quì.