Griffes e gaffes

Come al solito in Italia invece di curare si elimina il problema alla radice.

La ministra Gelmini ha infatti accolto con entusiasmo la proposta di Gabriella Giammarco (Pdl) di reintrodurre il grembiule nelle scuole. Ma non per evitare che i bimbi si sporchino i vestitini (motivo principale per cui molti di noi hanno passato anni della propria vita in tenuta bianca e blu) ma per evitare la “guerra delle griffe” tra i banchi di scuola e ripristinare una sorta di egualitarismo.

Piuttosto di spendere soldi, cervelli e mezzi di comunicazione per diffondere finalmente, una cultura non focalizzata sull’apparenza, e quindi sull’importanza delle griffes, meglio eliminare i vestiti a scuola.

Ha ragione la ministra, che brutto d’inverno vedere tutti quei nasi gocciolanti di raffreddore. Non diamogli le aspirine. Tagliamogli il naso!


One Response to “Griffes e gaffes”

  1. naufrago Says:

    La colpa non è delle istituzioni, ma della nostra civiltà del benessere e della prepotenza, arroganza, stupida competitività che i genitori sfogano anche attraverso i propri figli. “Il mio deve avere più cose, più belle e migliori del tuo!” E cosi via! Si innesca una spirale infinita. Se hai figli, dimmi come ti senti ogni mattina che accompagni tu figlio/a a scuola e ti accorgi della schifosa gara che viene aperta da mamme e papà. Devi scegliere pensando che stai scegliendo anche per tuo figlio/a: che fai? lo escludi? lo emargini? cerchi di combattere? fai finta di niente quando torna piangendo? Sono tanti i pensieri che ti vengono in testa e cerchi di seguire coerentemente i tuoi princìpi e le tue idee. Ma sai che non è facile. Allora cosa risolvere? La proposta del ministro è bislacca? Anacronistica? Priva di senso? Forse! Però ricordo con nostalgia quando con il mio grembiule andavo a scuola vestito come tutti e mi sentivo esattamente come loro. I loro genitori ed i miei non potevano esaltare nessuna differenza sociale. Ci sarebbe stato un tempo giusto per esaltare le proprie individualità, l’unica differenza era dettatta da chi aveva più o meno fantasia.
    Forse, anzi, sicuramente il ministro sbaglia, ma che nostalgia …

Leave a Comment